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Chi siamo - Dove ci troviamo
La popolazione ![]() |
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La popolazione
residente nell'area di Oldonyiro è di circa 15000 abitanti, tra
Samburu e Turcana, ed è distribuita su un'area di circa 5000
kmq.
L'organizzazione sociale è basata sui nuclei familiari, composti da 15-40 persone, detti Manyata. |
![]() Donna Samburu |

Capanne dei Samburu nel mezzo della savana
![]() Gregge al pascolo |
L'occupazione
principale dei Samburu è la pastorizia nomade, in quanto la
popolazione è costretta a spostarsi periodicamente in funzione dell'acqua e del cibo per gli animali. L'alimentazione principale dei Samburu si basa sul "posho", una polenta di farina di granoturco insaporita con grasso animale, e sul "chai" , thé zuccherato mischiato a latte di capra o di cammello. Inoltre, con il poco latte e sangue che riescono a trarre dai loro animali, sopravvivono e sfamano la prole, quasi sempre numerosa. |

Guerrieri Samburu nella savana
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La vita
della savana è molto dura e difficile e tutti devono contribuire
alla sopravvivenza del nucleo familiare. Pertanto i bambini, di
entrambi i sessi, sono per necessità impiegati in lavori non
proprio consoni a loro.
Girando per la savana attorno al campo della Comunità di Ndugu Zangu, si incontrano spesso bambini vestiti di pochi stracci che, soli e senza niente da mangiare, ogni giorno portano a pascolare le greggi di capre. Questi bambini non hanno più di sei o otto anni e non hanno mai conosciuto affetto, svaghi e giochi. Per nutrirsi, oltre alla polenta che ricevono dai genitori al ritorno in capanna, bevono il latte che succhiano direttamente dalle mammelle delle capre che portano al pascolo. Per quello che riguarda le bambine, il compito che spetta loro, in quanto femmine, è solitamente la raccolta della legna o la ricerca dell'acqua che, di solito, è distante alcuni chilometri dalle capanne. |
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| A
causa delle condizioni di povertà, i genitori non sono in
condizioni di pagare la retta della scuola per i propri figli. Qui,
oltre all'istruzione, potrebbero ricevere quotidianamente un pasto
(anche se si tratta solamente di polenta, fagioli o mais) e
potrebbero dedicare un po' di tempo anche al gioco. Il nostro desiderio è quello di DONARE loro un'infanzia il più possibile spensierata e di dare loro un'istruzione, oltre a nutrirli in modo continuativo e a tenere sotto controllo il loro stato di salute in modo tale da poterli curare al primo sintomo di malaria o al primo evidenziarsi della scabbia. |
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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 11 settembre 2005