Associazione "Amici di Ndugu Zangu" O.N.L.U.S.
 Piccolo mondo a cuore
  

 

Nell'arco di una vita quante volte ci si domanda "Perché mi alzo la mattina?" o "Perché sono qui?" E quante volte non riusciamo a rispondere. Ma poi... poi accade il miracolo!

D'un tratto abbiamo la risposta. Di colpo sappiamo chi siamo, cosa vogliamo e perché.
E tutto cambia! Tutto si illumina e si colora! E tutti, parenti e amici, ti domandano:
"Ma che ti è successo? Sei innamorato?"
E la mia risposta è "SI', SONO INNAMORATA!"
Una nuova grande storia d'amore è cominciata per me!

Fin da quel novembre 2006 quando mi fecero vedere le foto di questo piccolo mondo: Ndugu Zangu. Un mondo di bambini, tanti bambini. Bambini soli, abbandonati a se stessi, se non fosse che un solo grande uomo come Nonno Luigi avesse deciso di essere la loro salvezza, la loro guida. Rivedo la mia adozione, rivedo le mie paure di bambina quando anch'io non avevo nessuno se non un altro piccolo mondo: un orfanotrofio.

Ma quell'orfanatrofio non era questo piccolo mondo a cuore che è Ndugu Zangu!

La semplicità, l'onestà, la solidarietà, l'amore unico, puro ed innocente di questi bambini mi ha coccolato per un mese... e ora ne sento follemente la mancanza!

Mi mancano i piccoli miracoli del giorno.

Come Brian, il bimbo più "monello" di Ndugu Zangu, che una mattina dopo i suoi soliti punzecchi e scappellotti, d'un tratto si ferma a guardarmi, mi prende il mento tra le mani e mi da' un bacio!

Mi manca Peter, un ometto di 10 anni, campione indiscusso di Memory in tutta Ndugu Zangu, che sa di non avere speranza... ma quando gli chiedi "Abari? (come va')" Risponde sempre, come tutti: "Mzuri (bene)", e a volte si lancia anche con "Mzuri sana (molto bene)".

E lì a Ndugu Zangu non è come qui da noi Mzungu (bianchi) dove spesso non si "vede" la risposta al "Come stai?". Lì, non si può fare a meno di "vedere" la risposta: guardando i tratti tirati di Peter che hai di fronte, notando il suo respiro affannoso, osservandolo faticare nel suo cammino, ascoltando la sua voce particolarmente roca. O semplicemente appoggiando la tua mano sul suo petto: vedi la mano salire e scendere velocemente e asincronicamente, come se il cuore stesse per esploderti tra le mani da un momento all'altro.

Mi manca il sorriso di Anthony, un sorriso che illumina di luce propria, spandendo nell'aria una dolcezza infinita. Mi manca la manina di Nalyan, che a volte non mi mollava per tutto il giorno e il suo visino imbronciato del mattino, appena sveglia.

Mi manca il tema del giorno: "Che si fa oggi per la comunità?" Come quando abbiamo fatto la festa ai bimbi il giorno prima di partire o abbiamo deciso di dare un po' di colore a Ndugu Zangu... ma non mi chiedete la ricetta... quei colori ci sono usciti dal cuore!

Mi manca Nonno Luigi e le sue "lezioni di vita" ai bimbi durante la "sala (preghiera)" giornaliera, come quando ha spiegato loro la differenza tra l'acqua del fiume e l'acqua da bere; mi mancano i canti di Ndugu Zangu, intonati dalla bellissima voce di Uhlaya; mi mancano i suoni e i rumori della notte a Ndugu Zangu sotto una volta di stelle luminose mai vista, mi manca la terra rossa di Ndugu Zangu, quella usata dai bimbi per fare le loro macchinine o animaletti con cui poi ci giocavano...

Sì, sono innamorata! Ogni centimetro del mio cuore, ogni angolo del mio cervello, ogni pensiero della mia vita dopo Ndugu Zangu mi fa dimentica di me stessa, rinnovando al risveglio di ogni mattino l'amore per questo piccolo mondo a cuore che ho incontrato!

Vi innamorereste anche voi se venite a conoscerlo! 

Gabriella
 
 

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 1 ottobre 2007