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Sono Lorenzo, ho 34 anni, sono un farmacista di Ivrea e sono appena tornato da un’esperienza di 15 giorni di volontariato nella missione di Nonno Luigi, NDUGU-ZANGU, a Oldonyiro, distretto di Isolo, Kenya. Esperienza notevole, umanamente e personalmente, tant’è che mi sento in dovere di ringraziare chi mi ha messo in contatto con Luigi permettendomi così di andare laggiù. NDUGU-ZANGU, con le persone che lo fanno vivere, è un posto che ti consente di guardarti veramente dal di fuori, bisogna solo lasciarsi trasportare da ciò che circonda, senza paure, senza giudicare ciò che si vede, cogliendo l’essenza di una situazione che in quella terra ha un che di miracoloso. Là, dove le esigenze primarie sono l’acqua per bere e un lavoro per tirare avanti, dove non piove per mesi e mesi, dove animali e persone muoiono per la siccità, là dove l’ospedale più vicino è a 2 ore e mezza di corsa in auto nella savana, dove andare a scuola richiede di camminare per ore sotto il sole, dove la vita si ferma quando il sole è tramontato e riprende all’alba perché non c’è luce artificiale, dove il nostro telefonino è senza vita e la nostra televisione resta un lontano ricordo, là dove le persone ti guardano negli occhi quando ti parlano, dove il sorriso è sempre presente, in qualunque discorso ed in qualunque occasione, là dove le nuvole corrono veloci e basse che ti sembra quasi di poterle prendere per la coda, dove senti la tua vita frenetica di tutti i giorni scivolare lentamente via da te, dove tutti i pensieri che a casa ti opprimono diventano piccoli piccoli e ogni situazione riacquista il suo reale valore…
Laggiù esiste un posto dove i bambini che sono senza famiglia (e sono tanti, credetemi…) ne hanno trovata una enorme e quelli che sono malati di cuore hanno qualcuno che li assiste, dove le stampelle, un’ustione, una malformazione non sono causa di discriminazione e isolamento perché davvero lì tutti sono uguali, con una scuola, dei bravi maestri che insegnano, un piccolo ma fornito ambulatorio medico con un’ infermiera locale sempre presente e spesso qualche dottore europeo in visita, un refettorio dove la ciotola a pranzo e cena è sufficientemente piena, un pozzo che regala acqua per tutti. E’ un’oasi nella savana, tutti adorano Nonno Luigi,una persona speciale, e lui non si ferma mai: idee nuove e cose da fare ogni giorno per continuare a migliorare la situazione. Sono andato per regalare un po’ del mio tempo e della mia professionalità, e in cambio ho ricevuto serenità e pace, e una bella “limata alle fette di salame” che avevo sugli occhi…credo di essere in debito con tutti loro. Andare laggiù, non per fare ma per ESSERE, perché noi qui non siamo ciò che siamo ma quello che DOBBIAMO FARE, assorbiti dai nostri lavori, costretti ad essere tutti degli “ingranaggi”, circondati dall’opulenza e dallo spreco.
Ciò che prima di partire mi sembrava esagerato, cioè il nostro mondo, oggi mi appare ancora di più un monumento al superfluo, tutto è un di più che ci circonda in modo così totale da farci credere che sia essenziale; mi sono accorto che si può vivere senza i nostri amati comfort, eccome se si può, e che dobbiamo insegnare ai nostri figli e raccontare ai nostri amici che bisogna mantenere un equilibrio ETICO nella nostra vita giornaliera, senza entrare nella spirale del consumismo esasperato che ci rende schiavi dell’inutile. Coltivare la sensibilità per i problemi veri del mondo quali fame, sete, carenze sanitarie e di istruzione, ovunque siano, è il solo vero motore che possa aiutarci a cambiare in meglio, raccontare e testimoniare esperienze come la mia, dove “sporcarsi le mani ” è bello, bello davvero, può generare un volano che spinga altri a fare lo stesso smuovendo l’indifferenza che ci attanaglia. Spero che la carica che mi sono portato a casa duri un bel po’, ma se anche si dovesse esaurire, ora so bene dove andare per ritrovarla…..venite con me anche voi!!! Lorenzo |
