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Questa è la storia di
Cipriano, il primo bambino cardiopatico portato in Italia da Nonno
Luigi. Ma è anche la storia della nascita dei "viaggi della
speranza" e di come, con l'aiuto di tante persone e delle Istituzioni,
sia possibile realizzare queste magnifiche opere.
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| Cipriano |
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In un primo momento i genitori cercano, inutilmente, di curarlo con la medicina tradizionale indigena. Quindi si rivolgono al dispensario di zona per farsi dare dei farmaci contro la malaria, ma la situazione di Cipriano purtroppo non migliora. Al bambino non rimane che attendere la fine. I genitori, disperati, non possono aiutarlo: sono così poveri che a volte non riescono neppure a sfamare tutti i loro figli. Portare Cipriano in ospedale è una vera utopia. Il 5 marzo 2001 la madre di Cipriano arriva alla comunità di "Ndugu Zangu" portando il figlio con sé. La donna parla a lungo con Luigi e Mathew Lempurkel (assistente di Luigi), racconta loro delle sofferenze del figlio e della povertà della famiglia che rende impossibile ogni tentativo di aiutare il piccolo. Luigi decide di tenere il bambino a "Ndugu Zangu". Dopo una settimana di soggiorno nella comunità Cipriano riesce a camminare da solo anche se per brevi tratti. Dopo due settimane Luigi a Mathew portano il bambino al Catholic Hospital Wamba, l'ospedale di zona più vicino, per sottoporlo ad esami ed accertamenti medici. Il bambino viene ricoverato per due settimane e dopo aver effettuato gli esami necessari i medici giungono alla conclusione che Cipriano è affetto da una grave patologia cardiaca e consigliano di portarlo in un grande ospedale per sottoporlo ad esami più approfonditi. La settimana seguente Luigi e Mathew vanno col bambino a Nairobi dove vengono effettuati i seguenti esami: elettrocardiogramma, ecocardiogramma, cauterizzazione cardiaca. La comunità di "Ndugu Zangu" si fa carico dell'intero costo delle indagini diagnostiche che vengono effettuate in modo approfondito e scrupoloso. Purtroppo l'esito è scioccante: il bambino deve essere sottoposto ad un intervento a cuore aperto. L'intervento non può essere fatto in Kenya per mancanza di macchinari e personale adeguatamente preparato. I medici consigliano di fare eseguire l'operazione in un paese europeo o negli Stati Uniti. Senza l'intervento Cipriano non riuscirà a sopravvivere a lungo, ma la famiglia è poverissima e la comunità di "Ndugu Zangu" non è in grado di raccogliere i fondi necessari. L'ultima speranza è riposta nell'aiuto che Luigi può ottenere dai suoi amici. Tramite l'Ambasciata Italiana conosce un padre missionario, Padre Antonio, che si occupa di portare in Italia i bambini che necessitano di operazioni al cuore. E' proprio grazie alla collaborazione di Padre Antonio e dei suoi amici di Massa Carrara che la Regione Toscana decide di pagare tutte le spese per l'intervento. La comunità di Ndugu Zangu provvede alla preparazione di tutti i documenti necessari per il trasferimento del bambino (passaporto, biglietti aerei, cartelle cliniche). Tutta la corrispondenza viene inviata all'Ambasciata Italiana per controllo e conferma e alla fine Luigi e Mathew possono venire in Italia con Cipriano. Cipriano è arrivato in Italia l'8 novembre 2001 ed è stato accompagnato all'Ospedale di Massa Carrara da Luigi, Mathew e Padre Antonio il 15 novembre 2001. Il 22 novembre 2001 il dottor Vanini ha eseguito l'intervento che è perfettamente riuscito. Nei giorni successivi sono insorte alcune complicazioni. Ci sono state delle emorragie che hanno danneggiato un polmone. Il bambino ora sta bene e nella sua terra conduce una vita normale come gli altri bambini. L'esperienza all'Ospedale di Massa Carrara è stata molto positiva anche per Mathew. Le persone incontrate in ospedale hanno dimostrato grande disponibilità e bontà d'animo. Cipriano e Mathew hanno ricevuto ogni giorno visite di persone pronte a dare il loro aiuto. Mathew non dimenticherà mai l'ospitalità e la generosità dei Toscani e di tutti gli amici di Ndugu Zangu. |
![]() Anno 2002: il secondo viaggio della speranza |
